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Autoritratto (1977)


Biografia

 

Motore Explosivo

ha scritto Salvatore Amodei


"Non credo di esagerare se dico che chi
non ha conosciuto le opere degli antichi 
ha vissuto senza conoscere la 
bellezza"

G. W. F. HEGEL


Meno di una decina di anno addietro, Giancarlo Scoppitto ( da poco impegnato negli studi universitari ) era alla sua prima prova. Ufficiale, s'intende, perché l'aria…artistica l'aveva incominciato a respirare fin dalla nascita, in casa. Piccolissimo, già s'incantava, seguendo il padre, nel disegno e nello miniature, nell'acquerello e nella pittura. Ma solo nove anni fa ( un po' anche su nostra sollecitazione ), tentò la "prova del fuoco". Ne parlammo, presentandolo ( e ne parlarono, critica e pubblico ), in termini assai lunghieri, sperando ed augurandogli un fortunato avvenire.
"Chi, - scrivemmo allora - con pronta percezioni, individua i gusti di certa gente e cerca, con altrettanto pronto calcolo, di soddisfare determinate richieste di mercato, facendosi passare per un interprete del proprio tempo ( naturalmente sapendo di bluffare, ma recitando fino in fondo, rilevatane la convenienza ), non è raro che venga definito, per il suo ricorso a certe astruserie, un artista che sa cogliere le istanze più latenti dei suoi contemporanei. I suoi quadri suscitano, obiettivamente, qualche perplessità, offrono motivo di discussione? Non importa: essi hanno il merito di essere "moderni", di appartenere alla cosiddetta "avanguardia", di fare, quanto meno, discutere.
"Chi, invece, non sappiamo se più ingenuamente o coraggiosamente, credendo ancora in certi valori, raffigura nei suoi quadri la realtà oppure propone scene ed atmosfere serene, dense di struggenti vibrazioni luminose, facendo dell'autentica poesia e rivelando, magari, l'inconfondibile segno d'una forte personalità artistica, è inevitabilmente un superato, uno - se il giudicante è ( bontà sua! ) un po' più generoso - che rivisita gli autori del passato, che non dice, pertanto, proprio niente di nuovo ( anche se talune "rivisitazioni" di grandi modelli del passato, purchè fedeli e rigorose, concorrono a meglio far conoscere situazioni e motivi in cui e per cui certi valori estetici si sono manifestati ed affermati ). I suoi quadri rivelano risorse interpretative non comuni, una rigorosità d'esecuzione e di stile eccezionale? Non conta: essi hanno il demerito di non essere modernamente etichettabili, facilmente collocabili tra i tanti "ismi" d'attualità.
Ma l'aspetto più negativo e scandaloso di tale capovolgimento di valori è rappresentato non tanto dall'auto ( super )valutazione dei diretti interessati ( comprensibile, tutto sommato, anche se non scusabile ) o dal giudizio di facoltosi sprovveduti, pronti a seguire le mode del momento, quanto dall'avvallo di certe mistificazioni da parte di certa critica, più o meno ufficiale, assai spesso facilmente laudativa, a volte financo apologetica, unica responsabile del sempre

 


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