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"Non credo di esagerare se dico che chi
non ha conosciuto le opere degli antichi
ha vissuto senza conoscere la
bellezza"
G. W. F. HEGEL
Meno di una decina di anno addietro, Giancarlo Scoppitto ( da poco
impegnato negli studi universitari ) era alla sua prima prova.
Ufficiale, s'intende, perché l'aria…artistica l'aveva
incominciato a respirare fin dalla nascita, in casa. Piccolissimo,
già s'incantava, seguendo il padre, nel disegno e nello miniature,
nell'acquerello e nella pittura. Ma solo nove anni fa ( un po' anche
su nostra sollecitazione ), tentò la "prova del fuoco".
Ne parlammo, presentandolo ( e ne parlarono, critica e pubblico ),
in termini assai lunghieri, sperando ed augurandogli un fortunato
avvenire.
"Chi, - scrivemmo allora - con pronta percezioni, individua i
gusti di certa gente e cerca, con altrettanto pronto calcolo, di
soddisfare determinate richieste di mercato, facendosi passare per
un interprete del proprio tempo ( naturalmente sapendo di bluffare,
ma recitando fino in fondo, rilevatane la convenienza ), non è raro
che venga definito, per il suo ricorso a certe astruserie, un
artista che sa cogliere le istanze più latenti dei suoi
contemporanei. I suoi quadri suscitano, obiettivamente, qualche
perplessità, offrono motivo di discussione? Non importa: essi hanno
il merito di essere "moderni", di appartenere alla
cosiddetta "avanguardia", di fare, quanto meno, discutere.
"Chi, invece, non sappiamo se più ingenuamente o
coraggiosamente, credendo ancora in certi valori, raffigura nei suoi
quadri la realtà oppure propone scene ed atmosfere serene, dense di
struggenti vibrazioni luminose, facendo dell'autentica poesia e
rivelando, magari, l'inconfondibile segno d'una forte personalità
artistica, è inevitabilmente un superato, uno - se il giudicante è
( bontà sua! ) un po' più generoso - che rivisita gli autori del
passato, che non dice, pertanto, proprio niente di nuovo ( anche se
talune "rivisitazioni" di grandi modelli del passato,
purchè fedeli e rigorose, concorrono a meglio far conoscere
situazioni e motivi in cui e per cui certi valori estetici si sono
manifestati ed affermati ). I suoi quadri rivelano risorse
interpretative non comuni, una rigorosità d'esecuzione e di stile
eccezionale? Non conta: essi hanno il demerito di non essere
modernamente etichettabili, facilmente collocabili tra i tanti
"ismi" d'attualità.
Ma l'aspetto più negativo e scandaloso di tale capovolgimento di
valori è rappresentato non tanto dall'auto ( super )valutazione dei
diretti interessati ( comprensibile, tutto sommato, anche se non
scusabile ) o dal giudizio di facoltosi sprovveduti, pronti a
seguire le mode del momento, quanto dall'avvallo di certe
mistificazioni da parte di certa critica, più o meno ufficiale,
assai spesso facilmente laudativa, a volte financo apologetica,
unica responsabile del sempre
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