Gli ospiti

Clicca qui per visitare la galleria dei miei amici, pittori, scultori, artisti

Aggiungi a Preferiti   Aggiungi Home Page

foto

Autoritratto (1977)


Biografia

 

Motore Explosivo

ha scritto Salvatore Amodei


più diffuso sbandamento che giorno dopo giorno si registra tra i fruitori delle opere d'arte, oltre che dall'atteggiamento di tanti pseudomodernisti di fronte a lavori che, come quelli del giovane Scoppitto, hanno un solo torto: quello di rivelare una pratica del disegno, una misura dei volumi, un rispetto delle proporzioni, una conoscenza della prospettiva, un uso magistrale di colori e toni, degni di altri tempi".
Così scrivevamo una diecina di anni addietro, presentando Giancarlo Scoppitto, dicevamo, alla sua prima personale ( Pisa, dicembre 1978 ). E continuavamo: "Serio, infatti, è l'impegno e rigorosa l'esecuzione nei lavori di questo autentico figlio d'arte, che il sempre più raro talento degli antichi maestri dimostra di possedere, non soltanto per l'armonia, la gaiezza e la suggestione dei colori, ma anche per il trascinante potere emotivo di ogni sua opera, pittorica o grafica. Come dire che questo giovane pittore pisano riesce a raggiungere un'efficacia espressiva ed una compiutezza stilistica sempre più rare ai nostri giorni, senza mai scadere in mera esercitazione accademica: i volti, il mare, i cavalli, i prati, le montagne, hanno tutti una loro coerenza interiore, un'espressività che raramente s'incontra nei dipinti di tanti altri pseudo maestri.
Nei lavori di Giancarlo Scoppitto c'è proprio l'io del pittore che vive e parla attraverso la tela, c'è tutta la consapevolezza del ruolo che la natura ha voluto affidare a questo giovane artista, il quale - senza tema d'esagerare - può ben considerarsi una delle più valide e sicure promesse nell'attuale panorama dell'arte italiana, indipendentemente dai prescelti modi classicheggianti: si trattasse anche non di casuali accostamenti a certo modo di fare pittura, ma di cercati modelli, ci sarebbe poco da meravigliarsi ( tenuto conto della bravura e del rigore e di chi gli fa da guida: un artista sensibile quanto raffinato, che per di più è suo padre ) e rimarrebbero immutate la fiducia nel valore e la speranza nell'avvenire artistico del giovane Scoppitto".
L'anno successivo ( settembre 1979 ) Giancarlo Scoppitto espone a Pontedera ( Galleria d'arte "L'Era" ), dove presenta una serie di interessanti acquarelli, con cui fornisce la prova evidente della rigorosità e dell'affinamento tecnico e stilistico cui era pervenuto in meno di un anno di sicuramente intensa attività. La tecnica acquarellistica è impeccabile, non perdona: esige prontezza d'esecuzione, capacità non comuni. Una prova senz'altro ardua, per un giovane, che trova, però, Giancarlo Scoppitto pronto, interprete attento e convincente.
Di lì a qualche anno torna ancora a Pontedera, sempre all'Era. Questa volta per presentare ai suoi estimatori ( già in numero ragguardevole ) pregevoli, assai delicate miniature ( ossidi su ceramica ), realizzate con una tecnica minuziosa, paziente, davvero ammirevole, soprattutto di notevole difficoltà esecutiva. Da tali opere - che non è azzardato definire ancora oggi di rara suggestione - potè ricavarsi molto più precisa l'idea delle possibilità espressive di questo giovane pittore, potè aversi un'ulteriore prova di quanto avevamo visto giusto prevedendo per lo Scoppitto un sicuro affinamento delle proprie capacità espressive, una sicura scalata verso sempre maggiore considerazione. Considerazione che giunge regolarmente, puntualmente, negli anni successivi, a Pisa ed a S. Gervasio di Palaia ( per limitarci alle esposizioni nella nostra provincia ). In queste due nuove personali il giovane

 


©2002 EgoWeb. All rights reserved.