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GIANCARLO SCOPPITTO
Una difficile tecnica per il trionfo dell'allegoria e della metafora.
L'artista pisano Scoppitto si è riproposto al pubblico con una mostra alla Galleria d'Arte Moderna di S.Severo.
Pur restando fedele all' acquarello e all'olio, l'artista giunge a noi con soggetti nuovi, atmosfere diverse, rivolgendo la sua
attenzione alla tecnica della "punta d'argento".
In "Medusa" la testa mozzata, ricca
di serpenti contorti, dotata di occhi fissi nell'orrore, è posta vicino a un
piatto con due grossi limoni, dando
vita a una natura morta assai insolita
e suggestiva.
"Interno con palla",
apparentemente più tranquillo, è in
realtà un quadro inquietante, che ripropone il tema del mistero e dell'
ignoto.
Fa pensare un po' a Füssli,
invece, l'opera "'Tentazione", carica
di tensione, in cui un démone alato
appare dietro una figura di donna
piegata su se stessa.
Ogni particolare è molto curato e
contribuisce a rendere più crepuscolare l'atmosfera della pittura di
Scoppitto, a renderla più decadente, in un trionfo dell'allegoria e
della metafora.
Affiorano un po' dovunque gli stessi elementi inquietanti, espressione di una tormentata
ricerca di verità esistenziali, lambite
da inevitabili zone d'ombra, originate dal dubbio e dal mistero.
I rapporti fra le figure e fra le figure e le
cose fanno intravedere, oltre il rigore delle forme, il filo nascosto di una
schietta poesia.
ILARIA GALLI
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