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Autoritratto (1977)


Biografia

 

Motore Explosivo

segue ha scritto Michele Urrasio


 

 

Un mondo idillico, questo dello Scoppitto. Un mondo popolato dalla presenza di uomini e di cose, che è impossibile oggi ritrovare nella quotidianità, nella vita di ogni giorno. Remoto e quasi impercettibile è il suono delle zappe nelle terre pugliesi, il canto delle "furrettane": oggi il rombo del trattore riempie l'aria, e le macchine e gli attrezzi agricoli hanno mitigato, in modo determinante, le fatiche dell'uomo.
Scoppitto ci offre una realtà diversa dalla nostra. Ma gli si deve essere grati, perché ci permette di immergerci nel passato: di ripercorrere i sentieri che furono attenti testimoni del nascere e dello spegnersi di eventi che determinarono il nostro destino; di rivisitare luoghi e consuetudini, scene e gesti atavici; di riconsiderare, insomma, la nostra cultura che, a giudicare dalle opere esposte, conserva ancora, intatti, il fascino e la forza dei suoi conflitti e delle sue magie.
Alla luce dei risultati raggiunti - certamente positivi, anche se da Scoppitto ci si aspettano prove convincenti e pregnanti - , si può affermare che come Van Gogh trovò il suo paesaggio in Provenza, così lo Scoppitto lo ha trovato in Puglia, della quale non si sofferma a considerare soltanto i colori e i richiami, le stagioni e le forme, ma affonda in essa il suo sguardo, nell'intento di carpirne i segreti e dare vita a una dimensione che è impossibile cercare altrove se non in se stessi, nella propria coscienza e nel proprio passato.
Perciò la pittura di Scoppitto non si collega come espressione o riproduzione fedele di quanto cade sotto i nostri sensi, sia pure in forme prorompenti e suggestive. Essa tenta di andare al di là del dato visivo: cerca di scrutare nelle zone d'ombra, per riportare alla luce accanto alla geometria del vaso, alla trama del drappo, alla morbidezza del nudo, le visioni e i costumi, i tipi caratteristici e le tappe più significative dell'itinerario umano, attraverso composizioni rapide nella realizzazione, ma severe nello studio e nell'analisi del soggetto, Una pittura descritta con un linguaggio disteso, con una trasparenza che non lascia adito a interpretazioni soggettive, contrastanti o avventate. Una pittura "discreta come è discreta la nostra vita, come è la nostra terra, piena di segreta sensibilità", ma ferma e pronta a offrire il suo messaggio e ad entrare, in punta di piedi, nel cuore di tutti.

MICHELE URRASIO

 


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